martedì, novembre 18, 2008

il numero




Si era svegliata, infilata una maglietta e caricato la macchinetta del caffè in cucina. Ora era sotto il piumone a cercare di riscaldare i piedi che si erano congelati al contatto con le mattonelle fredde, e le gambe con tutta la peluria in allerta. Il peso del fianco nel materasso le fece passare l’attenzione a tutto il suo corpo, nella sua interezza come raramente succedeva durante la giornata. Ed era anche pronta ad ascoltare il rumore della caffettiera che la avvisava con il suo gorgoglio e il suo vapore profumato che si doveva nuovamente alzare e infreddolirsi. Si ricordò di aver sognato suo padre come se fosse vivo. Le aveva detto con insofferenza che era ora di finirla: voleva rinascere. E le ripeteva la data, il giorno , il numero. Il padre non era mai stato insofferente in vita. Non era mai stato in preda di una qualsiasi emozione. Almeno lei lo ricordava così. Il numero anche ricordava ancora, da sveglia. Un numero solo, quel numero che non le diceva niente. L’avrebbe atteso. L’avrebbe giocato.

10 commenti:

Anonimo ha detto...

il numero... il numero
i numeri... i sumeri!!!
la rinascita... insofferenza
nell'attesa di rinascere...
interferenza... luci a san siro
insofferenza, irritazione
vidimare il tutto al tatto...
e spedire!!!
p.s. baccalà e zucchine, tisana per la notte, note sparse, giornata davvero fredda: la prima dell'inverno: passeggio per il centro in cerca di te: trovo un poeta di svanito che scrive in dialetto e fa il maestro: bad days

ablar ha detto...

vidimo vediamo vediamo!

p.s. bad days ... una certa subdola rottura di
che teme di manifestarsi

Anonimo ha detto...

... rottura?
quale rottura?

ablar ha detto...

rottura di insofferenza

ggrillo ha detto...

è molto bello.

ablar ha detto...

molte grazie!

Daniele Mocci ha detto...

E dopo aver bevuto il caffè sarebbe tornata a letto?

E avrebbe vinto?

E lui sarebbe rinato?

E tu avresti continuato la storia?

ablar ha detto...

:)))
sì avrebbi continuato se tu voleressi!

Daniele Mocci ha detto...

Sì che voleresserei.
Ma con i piedi per tèrrera (ehm...)

ablar ha detto...

ok john!
provo prava sà sà ... ah no! era un'altra cosa questa
:)