venerdì, novembre 24, 2006

la fede

Ieri sono stata bacchetata per il fatto di essere una donna di poca fede. Insomma, quel che mi sta accadendo per qualcuno è la prova concreta della necessità di un mio cambio di marcia, di una mia fede.
La fede...Che cosa è la fede? Secondo il cattolicesimo è una delle tre virtù teologali: fede speranza e carità: ne comprendo perfettamente il nesso. Se non hai fede non hai speranza e non ami nel senso di quella profonda vitalità che ognuno ha dentro , l'energia che muove 'il cielo e l'altre cose' e che ci anima.
Secondo alcuni è una sorta di fiducia primordiale, quella dell'infante che si affida al seno della madre, senza se e senza ma. Ma quando la vita ti ha fatto lo sgambetto più di una volta, quando il circolo è solo vizioso, che cosa è la fede?
Credere nei valori che muovono l'umanità? Bè allora sono piena di fede al punto da dire che scomparsi quelli meglio morire e che 'preferirei essere considerata trai gonzi che credono' che beata tra i cinici che hanno triturato ogni cosa.
Fede nel movimento, nel cambiamento? Ma il cambiamento può essere letto da diversi punti di vista, quella che per noi è la seconda rivoluzione industriale per i popoli asiatici è africani è l'imperialismo..., il senso rimane senso per noi se riusciamo a costruirlo, sempre se.... e mi manca quell'orizzonte assoluto alla luce del quale stringere in una catena significante gli eventi tutti. O forse non ci rassegniamo alla cieca casualità delle cose? O forse la lotta è proprio tra questo, la cieca casualità e la necessità di costruire un senso , il deserto contro l'uomo.....
Non lo so. Mi si chiede di credere, che è un fatto di spontaneità, con uno scatto di volontà, di volizione. E parafrasando Don Abbondio: "Ma se uno la fede non se la può dare?".
Allora è davvero solo un fatto di scelta. LO scelgo e amo la mia scelta, ma so che questa scelta è una lotta continua contro la disgregazione. Ma scelgo di lottare anche senza quella meravigliosa spontaneità della fede che mi viene decantata. Forse se c'è un Qualcosa o Qualcuno mi manderà la sua colombella dal cielo.....

4 commenti:

michele ha detto...

ma parli di fede cattolica? O di fede spirituale? Io sono ateo ma credo nella spiritualità che esiste naturale in ogni uomo, quella che assegna un destino a ciascuno di noi, ma noi non sappiamo quale e dobbiamo faticosamente cercarlo, che dà importanza alle coincidenze come segni che ti indicano la strada, e che alla fine sposta il centro di te stesso dall'Io al Sè... ecco io ho fede in tutto questo.

eloisa_gi ha detto...

questo destino cosa è? Se lo vedi staccato da te allora diventa un Ente, quindi Dio. Se credi che sei tu a costruirlo, come salvarlo dalla contingenza e dall'arbitrarietà?

alba ha detto...

il destino è la tua "missione" in questa vita, all'io ignota, al sè no. nano nano ... ehm ... una reminescenza ... pardon

anacoluto ha detto...

La definizione più laica di "fede", paradossalmente, l'ha data S. Paolo: "Sàpere sed sàpere ad sobrietatem" (assaporare, ma assaporare con sobrietà). Lui aveva in mente il senso ed il "valore" della immanenza rispetto alla trascendenza. Io la "gradualità" della natura, nella quale tutto è ricompreso. Anche la contingenza e l'arbitrarietà. Fede è fiducia. E' metrica. Che sia un esametro o un dimetro giambico catatonico, va scandita con differente intensità a seconda del punto in cui ci si trova. Altrimenti l'armonia salta. O degenera in qualcos'altro.
In foede.