lunedì, marzo 24, 2008

visibilità nella dimenticanza



“Questo volevo dirti, non può essere altrimenti. E’ importante che qualcuno guardi colui che guarda e vive, è importante! Il performer, no? Vuoi vedere che è una forma di “giornalismo” anche questa? Caspita non c’è scampo, le parole andate finite disperse trasparenti insulse, sì lo so ti do ragione: se non si può scrivere, non si potrà mai dire. Porca miseria però, il giornalista… ci attaccano (chi? ma che dici?) con la storia del giornalista che è in noi, o meglio quella cosa in noi che è diventata chiamata appellata giornalista. Ma certo che ne dico di cose strane! Il mondo è stato invaso dal giornalismo!!! Presto! Uccidi il giornalista che è in te! Riconoscilo e battilo e vincilo!, e … vuoi vedere che poi, magari ti ritrovi ad aver ucciso il tuo sguardo su gente che guarda e vive. Guerra di parole. La resistenza. Preparare la resistenza. Presto. Houston rispondete … pronto pronto passo … Houston rispondi! Qui Houston, ti sento forte e chiaro … trattasi di narcisismo paranoide passo. Houston ne siete sicuri? Ma chi? Cosa? Passo …
E quindi che fare? Niente mi dirai tu, niente dirò io, anche perché rimango senza parole senza senso senza tetto senza salsa … e quindi vado via … ma guarda che libri che vendono, quanti libri che vendono, ma come si fa a dare titoli del genere? Tutto questo mi rattrista, mi sconsola…”.
Scarmigliata era all’ufficio postale in attesa di pagare 5 bollette arretrate di condominio. Ma era il n. C163. Davanti a lei erano da farsi servire altre 16 persone. Impazienti come lei. Soprattutto gli anziani. Un borbottio fastidioso.
Fortuna volle che ebbe a posare il suo sguardo fuori dal finestrone dell’ufficio postale. Aveva finito di piovere e il sole aveva illuminato la strada di colori limpidi e tersi. Il bottegaio di libri usati aveva preso una sedia e si era posizionato davanti al suo negozio. Con gli occhi chiusi a farsi baciare dal sole. Il barista del locale accanto si fumava una sigaretta e gli parlava a distanza. E quello sulla sedia gli rispondeva sempre con gli occhi chiusi. Quando Scarmigliata si ritrovò fuori per strada ripensò brevemente ai due al sole e si chiese quanti di questi piccoli avvenimenti succedevano nella sua giornata di cui presto si sarebbe completamente dimenticata. Ovviamente la memoria deve pur fare una selezione! Incominciò a voler ricordare cose del genere, che le erano successe, voleva vedere se nella sua memoria c’erano ancora cose che non riguardavano direttamente i ricordi del passato della sua vita, quello che le era successo, il film, il già montato, ma voleva vedere gli scarti, la pellicola tagliata messa da parte, qualcosa che aveva vissuto semplicemente … vivendo, probabilmente cose di “passaggio”. E non si sa il perché, si ricordò di un pomeriggio all’università a guardare una vecchia locandina di Jean Gabin. L’osservava e trovava l’attore per niente interessante e abbastanza bruttino. Si chiedeva dove risiedeva il fascino di quella sigaretta al lato delle strette labbra. Poi si avvicinò un insegnate o un ricercatore, non sapeva bene, che le raccontò di una ripresa di un film dove l’interprete era Jean Gabin. L’attore doveva entrare in una stanza, spalancando una porta, e la scena che gli si parava davanti ai suoi occhi era una donna, la sua donna riversa per terra tutta insanguinata morta uccisa. La cinepresa a quel punto stringeva velocemente su di lui sino ad inquadrare soltanto i suoi occhi e lì si fermava. Gli occhi divenivano i soli interpreti in quel preciso momento. Pare che il Gabin allora chiese di farsi portare una bacinella piena di cubetti di ghiaccio, si scalzò e ci immerse i piedi. A quel punto la camera che riprendeva gli occhi, registrò le pupille che divenivano pian piano piccolissime e strette, a testa d’ago. Un grande attore, ripeteva il ricercatore.
Eh sì, pensò Scarmigliata, incredibile … davvero grande … il ghiaccio, la salita di un ghiaccio che … restringe le pupille … davanti alla scena della donna… morta ... il ghiaccio … i piedi …
Ecco, Scarmigliata questo si ricordò.

10 commenti:

ggrillo ha detto...

Una forma di "guardonismo"

darioskji ha detto...

Molto bello
forse troppo
anche la musica
molto bella
mai troppo
Vedo già lo spettacolo
sento già la tua voce.
A questo blog manca la parola
la parola parlata...
sento pure il freddo del ghiaccio
nella bacinella...
stre al sole con gli occhi chiusi
it is blinking! doc. Bates chiama questo blinking... è un "esercizio"
Ti dico subito che c'è da fare qualche taglio nella parte centrale... la narratrice che c'è in te vuole spiegare troppe cose: taglia! e la cioccolata... che sia fendente!!
Breava!!

ablar ha detto...

per grillo:
se poi dovesse diventare una forma di hobbysi potrebbe chiamare "guardinaggio"!

ablar ha detto...

per Darioskji:
che dici? lo tolgo subito? so quello che è troppo:"E lei delirava immaginando di parlare nella mente con qualcuno o più di uno, non facendo nessun caso alle cose che le venivano in mente, confusamente e di corsa." questo lo tolgo
lo tolgo ora?
facciamo così, se si legge vuol dire che non l'ho tolto, se non si legge si legge qui

work in progress
mudù!

mi fa molto piacere tuo apprezzamento STOP
anche musica STOP
cioccolata no buona per mie gengive irritate e permalose

conosco quel metodo, oddio conosco non è proprio giusto ... ho il libro a casa di mia madre!

e comunque rischi di entrare nelle auto sconosciute di colpo (con grande meraviglia dell'autista), pensando di entrare nell'auto di qualcuno con cui hai concordato un appuntamento ...

Davide ha detto...

OT
Gabriel Rios -I wanna be like you, non la trovo. Ho trovato l'intero Ghost>Boy ma lei non c'è...acc

ablar ha detto...

le play list per i viaggi son cosa complicata ...
ma che gusto però!farle farsele!!!

egine ha detto...

son trucchi e Scarmigliata immunemente li rivela, vabbè
visto che la pasqua è passata,
la scena è gabbata!

ablar ha detto...

eh
valli a spiegare a Scamarcio!
i morti ammazzati e il ghiaccio!

Davide ha detto...

letto..
la luce ha il suo daffare a bagnare tutte cose, e noi guardiamo, e pare un bel vedere.
p.s.
la musica su è grande, pure senza luce.

ablar ha detto...

a occhi chiusi anche sì
con i bassi
e tutto il resto ...
molto contenta contentissima che ti piace musica!!!