Vi ricordate le sette puntatine de "Il trasloco"? Bene si può rileggere in maniera comoda su archive.org e invito le menti "letterate" a lasciare il proprio commento o la propria spietata critica. giovedì, settembre 11, 2008
Il trasloco?
Vi ricordate le sette puntatine de "Il trasloco"? Bene si può rileggere in maniera comoda su archive.org e invito le menti "letterate" a lasciare il proprio commento o la propria spietata critica. Si era nell'ultimo anno del governo prodiano e tutto parlava dello sfratto di Adamo dal Paradiso e della caduta ...
un particolare ringraziamento a chi ha reso possibile questa operazione.
Grata sono!
lunedì, settembre 08, 2008
venerdì, agosto 29, 2008
Capitàn Grattakèk Grekale

Egregio,
ti scrivo perché conosci bene quale sarà la mia destinazione e dove in questo momento mi trovo.
E sai bene anche quanto abbia tentato di agguantare con ancor più forza, ma senza alare, qualcosa che potesse farmi cambiare totalmente rotta. Ho anche allascato a più non posso con tutti gli alabbassi a me disponibili, per liberarmi in maniera risoluta di ormai inutili zavorre. Inoltre ho tonneggiato per farmi largo nella tempesta di parole che sviavano da quello che mi accadeva realmente e intugliato tutto ciò che poteva essere più capace di darmi movimento. E ora son qui, rassegnato sulla battagliola ad aspettare il fatidico momento. Uno dei motti della nave è “Non chi comincia ma quel che persevera”, e questo mi issa a pensare che ricominciare nuovamente non è neanche una cosa così elogiabile. Ho davanti a me ormai da tempo immemorabile tre alberi verticali, trinchetto, maestra e mezzana, tutti dotati di pennoni e vele quadre, più il bompresso sporgente a prora, a tutti gli effetti un quarto albero. E vele di taglio: i fiocchi, a prora, fra il bompresso e il trinchetto, gli stralli, fra trinchetto e maestra e fra maestra e mezzana, e la randa, dotata di boma e picco, sulla mezzana. Tra tutto questo la mia alienazione vaga in cerca di patria. E passeggio scrutando il nero mar sui tre ponti principali, continui da prora a poppa. Da quello di coperta a quello di batteria. Poi passo al corridoio e ai copertini sino ad arrivare al castello a prora, in attesa che qualcosa succeda per porre fine al vacuo movimento di pensieri assetati di verità. Il secondo motto della nave, utilizzato a fine stagione, è “Saldi nella furia dei venti e degli eventi” che è lì segnato come a voler rafforzare quei sentimenti in esaurimento di volontà. Non posso pensare che io mi trovi qui per controllare e scongiurare la mia grande guerra! Ed è come se in me affiorasse nella coscienza il pensiero di aver raggiunto finalmente il luogo dell'agognato epilogo. Avverto il vento di una studiata collisione che porterà grande rianimazione per gli apparenti in terra ferma. Sarà l’unica via d’uscita per la mia uscita?
Per questo ti scrivo, per dirti che so, adesso. Adesso conosco il vero motivo della mia presenza qui e ti ringrazio per avermi tenuto all’oscuro la nuotata a me destinata. Mi è più facile ora accettare la sorte da me scelta, senza più pensare ai giochi mancati con il mio amore, ormai lontano e che più non so di amare. Qui i gabbiani volano ormai con i corvi, come le illusioni di un’intera vita persa in un linguaggio parallelo.
Rimango sul cassero di poppa, in attesa di tue ormai poco credibili buone nuove, guardando senza scrutare, tra i fiocchi e il bompresso, il trinchetto e la randa, la mezzana e…
martedì, agosto 26, 2008
Nicola Glielmi e il suo libro "La peste istituzionale"
Pubblico, dopo una breve ma per me incoraggiante corrispondenza con il Dott. Nicola Glielmi, la prefazione di un suo testo di ormai parecchi anni fa che è stato ripubblicato su www.ilmiolibro.it:
NICOLA GLIELMI
LA PESTE ISTITUZIONALE
SEX-GATE E CARATTERI MAFIOSI:
PREFAZIONE
Nello scorrere veloce degli accadimenti tre fatti,
coincidenti e tra loro strettamente legati, mi
inducono a pubblicare, con “www. ilmiolibro.it”, un
lavoro già edito, “La peste istituzionale”, (1)
mandato all’epoca, in omaggio, al Presidente Bill
Clinton. Oggi mi pare di un’attualità sorprendente.
Per sua gentile concessione, i disegni sono di Ranieri
Wanderlingh che ringrazio. Essi sono stati disposti
secondo la mia personale interpretazione idonea ad
illustrare il testo.
Queste le tre notizie di cronaca:
A- la satira di Sabina Guzzanti sull’on. Mara
Carfagna, ministro della Repubblica Italiana e quella
sul papa Ratzinger;
B - la sorte di Eluana Englaro;
C- la discarica intitolata a George W. Bush.
Cominciamo dall’ultima notizia.
DISCARICA INTITOLATA A BUSH
RAPPRESENTA IL SUO LAVORO
In una minuscola e breve notizia apparsa su “la
Repubblica” di mercoledì 19 luglio 2008, insieme
all’esposizione degli altri due fatti, e mentre a
Tokyo si decretava la fine della terra chiedendo una
maggiore produzione di petrolio, senza nulla
proporre per le energie pulite, e senza nulla fare per
evitare l’annunciato disastro per il cambiamento del
clima e delle condizioni atmosferiche da parte di più
di duemila scienziati, si legge:
“San Francisco – Se le 12mila firme raccolte dal
Presidential Memorial Committee saranno
riconosciute valide, in novembre gli abitanti di San
Francisco voteranno, oltre che per la Casa Bianca,
per decidere se intitolare a Bush una discarica. “E’
un luogo che lo rappresenta “, dicono i promotori:
“Ci vorranno anni per rimediare ai danni che ha
fatto, proprio come per le discariche”
La notizia per la presa di coscienza del disastro
provocato da Bush con la guerra in Iraq, non merita
alcun commento e viene data come notiziola in
decima o quindicesima pagina, forse, perché
bisognerebbe ricordare che Bush vinse le elezioni
contro Al Gore, perché i moralisti protestanti,
anglicani e non, furono turbati dallo scandalo
Lewinsky. O bisognerebbe ricordare che alle
seconde elezioni Bush vinse contro il democratico
John Kerry perché fu ricevuto in Vaticano e
benedetto da papa Karol Wojtyla. Per le seconde
elezioni agli anglicani si aggiunsero in massa le
“fondamentaliste” armate cattoliche con tutti i suoi
soldati e legionari di Cristo. Papa Wojtyla per
scongiurare la guerra in Iraq spedì in America un
cardinale. Avrebbe potuto semplicemente, se voleva
la pace e non la guerra, minacciare la scomunica a
Bush. Quella scomunica attuata per chi fa l’amore e
non la guerra, come a monsignor Milingo che aveva
la colpa di aver sposato Maria Sung. Finché
praticava un celibato di facciata andavano bene tutte
le sciocchezze truffaldine degli esorcismi.
Passiamo alla seconda notizia.
SABINA GUZZANTI
L’artista Sabina Guzzanti ha fatto della satira sul
ministro delle Pari opportunità on. Mara Carfagna.
Non ho nulla da dire e non mi interessa quel che
faccia l’on. Mara Carfagna. Ma la Guzzanti mi è
piaciuta moltissimo per le sue elevate capacità
artistiche di tradurre in linguaggio popolare, e per
tutti comprensibile, una critica politica nella città di
Plauto, che sollazzava gli spectatores non solo con
un linguaggio scurrile, ma facendo esibire sul
palcoscenico gli attori guarniti di un grosso phallos,
come si può ammirare nelle pitture pompeiane.
Ben più vera la satira su Ratzinger che condanna
all’inferno, tra diavoli omosessuali, ed al quale fa
divieto assoluto di tenere lezioni magistrali, per
l’inaugurazione dell’anno accademico, in una
Università Italiana, ove si fa Scienza: nessuno vuol
togliere la parola a papa Ratzinger, ma le sue lezioni
le tenga in una facoltà di Teologia, dove si parla di
Dio e non di Scienza. E’ una vergogna che nessuno
abbia preso la difesa di Sabina Guzzanti, tranne
Dario Fo, molto debolmente.
Ed ecco la terza notizia
ELUANA ENGLARO
Riporto da “la Repubblica” di venerdì 1 agosto,
l’articolo di Miriam Mafai, perché riassume bene la
vicenda, e perché tocca quei punti che sono oggetto
di studio in questo libro, in quanto la peste psichica
domina nelle istituzioni, nelle menti dei nostri
rappresentanti al Parlamento Nazionale e al Senato,
e nella mente di un’intera popolazione che questi
rappresentanti sceglie.
La fuga del Pd
Dunque la Camera ha votato. E ha deciso di
sollevare conflitto di attribuzione davanti alla Corte
Costituzionale contro la decisione della Corte di
Cassazione che aveva finalmente consentito alla
richiesta del padre di Eluana Englaro di sospendere
l’alimentazione e l’idratazione forzata della figlia in
stato vegetativo permanente ormai da sedici anni.
La camera ha votato e il pg di Milano ha fatto
ricorso contro la sentenza, dunque, la povera Eluana
dovrà ancora restare attaccata a quel sondino,
invecchiare così nel buio profondo di una morte non
ancora ufficialmente certificata …. Quel sondino e
quelle macchine che possono tenerti immobilizzato,
per anni, in quello spazio di morte che non è più la
morte naturale di una volta, ma l’orrore di una zona
intermedia in cui è una macchina che ti pompa il
sangue, ti alimenta artificialmente per un tempo che
può durare per anni. Per Eluana sono passati già
sedici anni. L’orrore di questa condizione inumana
non conta nulla di fronte al voto dei nostri
parlamentari.
NICOLA GLIELMI
LA PESTE ISTITUZIONALE
SEX-GATE E CARATTERI MAFIOSI:
PREFAZIONE
Nello scorrere veloce degli accadimenti tre fatti,
coincidenti e tra loro strettamente legati, mi
inducono a pubblicare, con “www. ilmiolibro.it”, un
lavoro già edito, “La peste istituzionale”, (1)
mandato all’epoca, in omaggio, al Presidente Bill
Clinton. Oggi mi pare di un’attualità sorprendente.
Per sua gentile concessione, i disegni sono di Ranieri
Wanderlingh che ringrazio. Essi sono stati disposti
secondo la mia personale interpretazione idonea ad
illustrare il testo.
Queste le tre notizie di cronaca:
A- la satira di Sabina Guzzanti sull’on. Mara
Carfagna, ministro della Repubblica Italiana e quella
sul papa Ratzinger;
B - la sorte di Eluana Englaro;
C- la discarica intitolata a George W. Bush.
Cominciamo dall’ultima notizia.
DISCARICA INTITOLATA A BUSH
RAPPRESENTA IL SUO LAVORO
In una minuscola e breve notizia apparsa su “la
Repubblica” di mercoledì 19 luglio 2008, insieme
all’esposizione degli altri due fatti, e mentre a
Tokyo si decretava la fine della terra chiedendo una
maggiore produzione di petrolio, senza nulla
proporre per le energie pulite, e senza nulla fare per
evitare l’annunciato disastro per il cambiamento del
clima e delle condizioni atmosferiche da parte di più
di duemila scienziati, si legge:
“San Francisco – Se le 12mila firme raccolte dal
Presidential Memorial Committee saranno
riconosciute valide, in novembre gli abitanti di San
Francisco voteranno, oltre che per la Casa Bianca,
per decidere se intitolare a Bush una discarica. “E’
un luogo che lo rappresenta “, dicono i promotori:
“Ci vorranno anni per rimediare ai danni che ha
fatto, proprio come per le discariche”
La notizia per la presa di coscienza del disastro
provocato da Bush con la guerra in Iraq, non merita
alcun commento e viene data come notiziola in
decima o quindicesima pagina, forse, perché
bisognerebbe ricordare che Bush vinse le elezioni
contro Al Gore, perché i moralisti protestanti,
anglicani e non, furono turbati dallo scandalo
Lewinsky. O bisognerebbe ricordare che alle
seconde elezioni Bush vinse contro il democratico
John Kerry perché fu ricevuto in Vaticano e
benedetto da papa Karol Wojtyla. Per le seconde
elezioni agli anglicani si aggiunsero in massa le
“fondamentaliste” armate cattoliche con tutti i suoi
soldati e legionari di Cristo. Papa Wojtyla per
scongiurare la guerra in Iraq spedì in America un
cardinale. Avrebbe potuto semplicemente, se voleva
la pace e non la guerra, minacciare la scomunica a
Bush. Quella scomunica attuata per chi fa l’amore e
non la guerra, come a monsignor Milingo che aveva
la colpa di aver sposato Maria Sung. Finché
praticava un celibato di facciata andavano bene tutte
le sciocchezze truffaldine degli esorcismi.
Passiamo alla seconda notizia.
SABINA GUZZANTI
L’artista Sabina Guzzanti ha fatto della satira sul
ministro delle Pari opportunità on. Mara Carfagna.
Non ho nulla da dire e non mi interessa quel che
faccia l’on. Mara Carfagna. Ma la Guzzanti mi è
piaciuta moltissimo per le sue elevate capacità
artistiche di tradurre in linguaggio popolare, e per
tutti comprensibile, una critica politica nella città di
Plauto, che sollazzava gli spectatores non solo con
un linguaggio scurrile, ma facendo esibire sul
palcoscenico gli attori guarniti di un grosso phallos,
come si può ammirare nelle pitture pompeiane.
Ben più vera la satira su Ratzinger che condanna
all’inferno, tra diavoli omosessuali, ed al quale fa
divieto assoluto di tenere lezioni magistrali, per
l’inaugurazione dell’anno accademico, in una
Università Italiana, ove si fa Scienza: nessuno vuol
togliere la parola a papa Ratzinger, ma le sue lezioni
le tenga in una facoltà di Teologia, dove si parla di
Dio e non di Scienza. E’ una vergogna che nessuno
abbia preso la difesa di Sabina Guzzanti, tranne
Dario Fo, molto debolmente.
Ed ecco la terza notizia
ELUANA ENGLARO
Riporto da “la Repubblica” di venerdì 1 agosto,
l’articolo di Miriam Mafai, perché riassume bene la
vicenda, e perché tocca quei punti che sono oggetto
di studio in questo libro, in quanto la peste psichica
domina nelle istituzioni, nelle menti dei nostri
rappresentanti al Parlamento Nazionale e al Senato,
e nella mente di un’intera popolazione che questi
rappresentanti sceglie.
La fuga del Pd
Dunque la Camera ha votato. E ha deciso di
sollevare conflitto di attribuzione davanti alla Corte
Costituzionale contro la decisione della Corte di
Cassazione che aveva finalmente consentito alla
richiesta del padre di Eluana Englaro di sospendere
l’alimentazione e l’idratazione forzata della figlia in
stato vegetativo permanente ormai da sedici anni.
La camera ha votato e il pg di Milano ha fatto
ricorso contro la sentenza, dunque, la povera Eluana
dovrà ancora restare attaccata a quel sondino,
invecchiare così nel buio profondo di una morte non
ancora ufficialmente certificata …. Quel sondino e
quelle macchine che possono tenerti immobilizzato,
per anni, in quello spazio di morte che non è più la
morte naturale di una volta, ma l’orrore di una zona
intermedia in cui è una macchina che ti pompa il
sangue, ti alimenta artificialmente per un tempo che
può durare per anni. Per Eluana sono passati già
sedici anni. L’orrore di questa condizione inumana
non conta nulla di fronte al voto dei nostri
parlamentari.
sabato, agosto 09, 2008
ma che ... bip ... sappiamo veramente?
un film a 11 puntate
per indicare dove mi aggiro in questo momento
sorridendo
giovedì, luglio 24, 2008
tiè!
Sai che ti dico Scarmigliata? Che per me è ora di finirla di stare a guardarti mentre guardi il mondo. Draghi in guerra e cose deprimenti, poco interessanti. E allora me ne vado, tiè! Tanto sai che dopo la concessione delle vacanze dovrò dirti di mantenere la calma. Niente panico dedotto indotto edotto, ma prudenza aderenza pazienza senza inadempienza. Mi preparo a continuare a far festa e danzare perchè nulla si ha da perdere, se non le catene! (cit.) E hai detto niente ...
Evviva!
giovedì, luglio 17, 2008
capitan Imperitur Libech

Illustrissimo,
siamo in bonaccia da non so quante ore e stiamo procedendo lentamente a motore, aspettando l'arrivo del vento.
Sopra di noi e' passata una piccola depressione che avrebbe dovuto darci una 15ina di nodi da nord/est, ma per ora non si e' visto niente. Sono un po' depresso e fa anche molto caldo. I viveri stanno per esaurirsi e la nafta anche. C’è stato anche ieri un tentativo di ammunitamento della ciurma, sedata non sai con quale fatica. Il tutto è iniziato dagli ordini che avevo dato ai fedelissimi di non far rientrare i marinai nelle loro cabine. Come tu sai tutti i marinai hanno con se pacchi di viveri amorosamente confezionati dalle mamme o dalle mogli, che loro custodiscono per fare qualche merenda in ricordo dei loro cari. E posso ben capirli, pur essendo orfano e in qualche modo scapolo. Ebbene, il mio ordine verteva a dissipare il più possibile l’evento di una dieta forzata per l’intero personale della nostra nave, considerando il bene comune rispetto a quello individuale. L’intento era quello di inventariare i possessi alimentari dei marinai per renderli beni di sussistenza comuni. Ma come puoi immaginare, l’ordine non è stato accolto di buon grado. L’egoismo umano alle volte è sorprendente. Molti della ciurma hanno mostrato un comportamento violento verso me come autorità indiscussa della nave e contro i miei fedelissimi soldati che avevo messo a guardia delle cabine in tenuta armata. Alle volte è necessaria la forza per far comprendere quali sono i motivi di tanta autorità atta soprattutto a riportare i nostri miserabili corpi a destinazione. Quale sia questa destinazione, in tempi di assoluto fermo, non sempre è chiaro. Ma quando si è vicini a Dio, le domande sono superflue. Certamente io e i miei uomini abbiamo potuto inventariare il cibo, dividendo quello più generico per la ciurma e quello più ricercato per noi al comando, che in qualche maniera dobbiamo essere ripagati da tutto questo lavoro. Certo, in queste condizioni non è semplice mantenere i nervi saldi e mostrarsi risoluti davanti agli occhi del mondo. Ma è meglio mostrarsi addirittura cinici e bari piuttosto che stanchi e stressati. Qualcuno dei miei ha anche esagerato nell'impressionare con le scarpate il segno della loro momentanea autorità. Li ho subito promossi a maggiori responsabilità in modo da farli calmare nella serena diplomazia di un ruolo con maggiori poteri. Ovviamente ho dovuto punire qualcuno della ciurma esemplarmente, con un digiuno terapeutico dai 3 ai 5 giorni. Sento che se questa situazione dovesse continuare ancora, dovrò senza ombra di dubbio richiedere il tuo aiuto. E’ chiaro che in tal caso il mio buon rendere sarà assicurato. Ma puoi anche immaginare come io preferisca che arrivi il vento, un vento umilmente a me favorevole, senza lasciar tracce di nessuno ostacolo e traversia, che mi faccia filare liscio verso la … verso la … rinascita. La mia rinascita, per il mio riscatto con la vita che tanto mi punì facendomi ... vivere! Come è difficile ammettere che sulla natura noi non sempre possiamo nulla! Come è difficile credere che io, un capitano, non possa ordinare al vento di fare presto e bene qualcosa! Ma le prove che vivo servono anche a rendere sacri i miei momenti di martirio.
Si dice che gli stregoni finnici vendono il vento ai marinai in bonaccia. Il vento lo rinchiudono in tre nodi: se sciolgono il primo, si generava un venticello, sciogliendo il secondo soffia un vento, col terzo un uragano. L’arte di legare il vento in tre nodi, così che più nodi si sciolgono e più forte soffierà il vento, è stata attribuita agli stregoni e alle streghe dei paesi più a nord del globo. I marinai dello Shetland comprano ancora oggi i venti sotto forma di fazzoletti e spaghi, annodati dalle vecchie che pretendono di saper governare le tempeste. Incredibile! Si dice che ci siano delle vecchie megere che vivono vendendo i venti.
Ma io non sono esperto in vecchie. Anzi, le ho sempre rifuggite. Come sai bene, a me piacciono le giovani e belle, fedeli e servizievoli, che con grazia e ignoranza travestita da stupido candore, sanno regalarmi momenti di onanismo puro, come mai da solo potrei concepire. Ah, quanto mi mancano le nostre serate di goliardico divertimento!
Con la speranza di rivederti presto, ti invio i miei migliori auguri per la tua prossima incontrovertibile vittoria.
Capitàn Libèch Impèritur
giovedì, luglio 10, 2008
il gioco

"Caro amore mio, baldanzoso frugolo oppiaceo".
Scarmigliata si chiedeva come potesse iniziare una lettera d'amore. Aveva perso l'abitudine, come per il resto degli essere senzienti, di considerare le parole d'amore come qualcosa di sensato e che avessero il potere di esprimere emozioni. Esse dormivano nell'infingardaggine culturale, sovrastate da un'imbottita alle volte volgare, a tratti maliziosa e per niente leggera. Quasi un senso di vergogna aleggiava al sol pensiero, poichè l'illusione della verità nelle parole era ormai spezzata.
"Dolce stupidotto tesoro dai mille sfronzoletti".
Certo un tempo era un bel sentire e un bel giocare, niente a che vedere con le odierne sdolcinatezze mielose e stucchevoli che suonano false per l'abuso che se ne fa. Piangere e gioire per amore, un ricordo lontano, un canale oscurato dal rifiuto di pagare un canone.
"Mio tenero e mai grasso moscardino fritto, oggi di baci vorrei strizzarti, stenderti, asciugarti e stirarti".
Mah ... che dire? Scarmigliata era convinta che si era perso, sfilato da sotto il naso un giorno indefinito, un gioco che sapeva nutrire. E manteneva, alla sua età, la speranza che in maniera differente dal tempo in cui si ha vent'anni, in qualche modo o per caso, quel gioco potesse ritornare, di nascosto dai riflettori onnipotenti e dalle telecamere disseminate agli angoli. E il solo crederlo la rasserenava. L'avverarsi non era poi così importante.
"Aitante giovane canuto moderno, mi piacerebbe dirti all'orecchio delle cose senza senso per farti venire i brividini".
"Mio prezioso moschino della frutta, ti amo da far saltelli e ti regalo fiorellini scemi".
"Poltronico gioiellino a tratti bianco e blù, ti tamburellerei volentieri sulle ossa della cassa".
Scarmigliata si divertiva sorridendo, caricando la lavatrice.
sabato, luglio 05, 2008
Capitan Rethorick Sciroppo

Stimatissimo,
è da appena 5 ore che ho terminato una manovra con mare mosso al giardinetto e puoi immaginare come ora la mia stabilità possa essere ridotta. I problemi che abbiamo avuto col mare al traverso e con il mare a poppa si sommano adesso nei miei pensieri con un rollio eccessivo che penso possa portarmi ad uno spostamento del carico tale da portare il mio stato emotivo al capovolgimento. Ti scrivo quindi per ridurre la velocità, nel tentativo di cambiare rotta e seguire le onde.
Davanti al mio orizzonte solo stratocumuli in distesa continua, oscuri, che si srotolano in una forma imprecisata attraverso la quale talvolta è possibile scorgere l’azzurro del cielo. Mi sembra di non avvistare nulla nonostante l’anno che stiamo percorrendo sia un anno di tanti anniversari che potrebbero, alle strette, darmi una ipotetica rotta. Nel 1948 nacque la Costituzione Italiana, la Carta dei Diritti Umani e Gandhi venne ucciso con tre colpi di pistola. Nacque anche lo stato di Israele. Son passati 50 anni da quando Modugno cantò a braccia spalancate “nel blu dipinto di blu”e lo stesso tempo della messa in opera del ponte girevole sul mar piccolo di Taranto. 150 anni dalla nascita di Puccini e 140 dalla morte di Rossini. Un secolo dalla nascita di Simone de Beauvoir e Cesare Pavese. Ottanta anni dalla nascita di Che Guevara e 30 anni dal rapimento e la morte di Aldo Moro. Trent’anni dalla Legge Basaglia, e 40 dal così detto maggio parigino, dalla morte di Bob Kennedy e Martin Luther King. E son passati 150 anni appena dall’apparizione della Madonna a Lourdes e 210 dalla morte di Giacomo Casanova. Tante rievocazioni su cui il domandarsi che senso hanno nella nostra vita non è più tanto lecito. Come cartoline ingiallite dal tempo trascorso in un cassetto, gli avvenimenti del passato sono per il presente e per il futuro un prodotto in offerta tre al prezzo di due. Mi ritrovo ad assuccare senza trovare poi un qualsiasi matafione. Il susseguirsi di ciò che succede nel quotidiano, tralascia la commettitura necessaria per dare un logico senso di continuità. Sarà per questo che nel mio smarrimento penso alle donne. Alla donna, la mia, che mi giocai un giorno al tavolo verde del casinò Paradisopertutti, con un gesto liberatorio e superficiale insieme. Perse loro per sempre, persa la continuità tra noi e il futuro. Generazioni al macero. Come ebbe a dire il mio amico poeta Seppiolino “ce lo meritiamo Licio Gelli, ce lo meritiamo Piero Pelù”!
Immagino sia la stanchezza che mi fa sfioccare nella malinconia e mi blocca come corda incattivata. In attesa che la pressione si alzi e che le oscillazioni siano periodiche e regolari, mi auguro di ricevere nuove tue.
Colgo l’occasione per rivolgerti un carissimo e affettuoso saluto.
Capitan Sciroppo Rethorìck
è da appena 5 ore che ho terminato una manovra con mare mosso al giardinetto e puoi immaginare come ora la mia stabilità possa essere ridotta. I problemi che abbiamo avuto col mare al traverso e con il mare a poppa si sommano adesso nei miei pensieri con un rollio eccessivo che penso possa portarmi ad uno spostamento del carico tale da portare il mio stato emotivo al capovolgimento. Ti scrivo quindi per ridurre la velocità, nel tentativo di cambiare rotta e seguire le onde.
Davanti al mio orizzonte solo stratocumuli in distesa continua, oscuri, che si srotolano in una forma imprecisata attraverso la quale talvolta è possibile scorgere l’azzurro del cielo. Mi sembra di non avvistare nulla nonostante l’anno che stiamo percorrendo sia un anno di tanti anniversari che potrebbero, alle strette, darmi una ipotetica rotta. Nel 1948 nacque la Costituzione Italiana, la Carta dei Diritti Umani e Gandhi venne ucciso con tre colpi di pistola. Nacque anche lo stato di Israele. Son passati 50 anni da quando Modugno cantò a braccia spalancate “nel blu dipinto di blu”e lo stesso tempo della messa in opera del ponte girevole sul mar piccolo di Taranto. 150 anni dalla nascita di Puccini e 140 dalla morte di Rossini. Un secolo dalla nascita di Simone de Beauvoir e Cesare Pavese. Ottanta anni dalla nascita di Che Guevara e 30 anni dal rapimento e la morte di Aldo Moro. Trent’anni dalla Legge Basaglia, e 40 dal così detto maggio parigino, dalla morte di Bob Kennedy e Martin Luther King. E son passati 150 anni appena dall’apparizione della Madonna a Lourdes e 210 dalla morte di Giacomo Casanova. Tante rievocazioni su cui il domandarsi che senso hanno nella nostra vita non è più tanto lecito. Come cartoline ingiallite dal tempo trascorso in un cassetto, gli avvenimenti del passato sono per il presente e per il futuro un prodotto in offerta tre al prezzo di due. Mi ritrovo ad assuccare senza trovare poi un qualsiasi matafione. Il susseguirsi di ciò che succede nel quotidiano, tralascia la commettitura necessaria per dare un logico senso di continuità. Sarà per questo che nel mio smarrimento penso alle donne. Alla donna, la mia, che mi giocai un giorno al tavolo verde del casinò Paradisopertutti, con un gesto liberatorio e superficiale insieme. Perse loro per sempre, persa la continuità tra noi e il futuro. Generazioni al macero. Come ebbe a dire il mio amico poeta Seppiolino “ce lo meritiamo Licio Gelli, ce lo meritiamo Piero Pelù”!
Immagino sia la stanchezza che mi fa sfioccare nella malinconia e mi blocca come corda incattivata. In attesa che la pressione si alzi e che le oscillazioni siano periodiche e regolari, mi auguro di ricevere nuove tue.
Colgo l’occasione per rivolgerti un carissimo e affettuoso saluto.
Capitan Sciroppo Rethorìck
martedì, luglio 01, 2008
colleghi 6 - sarà il caldo
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