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venerdì, gennaio 18, 2008

mi ... mi ...

(una cover per Skiribilla)
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( e questa per fischiare)
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Mi ... mi ... mi vergogno ... crrrrfrrrrrzzzzz... mi vergogno di essere io... bzzzzzcrrrrr... di essere qui. Di non essere niente. Di tutto ....bpfzzzzcrrrrrrr... di me di te di noi di voi e di loro... frrrrcrrrrrbipzzzz ... Mi vergogno di quelli che gridano “vergogna” e di quelli che non si vergognano. Mi vergogno di non essere filo qualche cosa, anzi meno di qualche cosa. Mi vergogno di non essere nella filodrammatica, di non essere bella, di non essere madre, di esserlo, di essere e di non essere manager, operaia, studente, intellettuale, innamorata, cinica, ottusa. Di non essere ricca, di non essere povera, di non essere donna compagna moglie giovane anziana. Mi vergogno di non saper fare “riso patate e cozze”. Di usare un linguaggio populista e di disprezzarlo. Di non usarlo e di non disprezzarlo. Di non aver parole. Di aver queste parole. Mi vergogno delle facce che vedo affacciarsi alle finestrelle salutando, e di quelle che si affacciano per le scale a regolare le leggi condominiali. Mi vergogno della bontà, della cattiveria, dell’idiozia, delle parole, del loro gioco e del loro abuso. Mi vergogno dei cavalieri che errano e non sbagliano. Mi vergogno dei loro poeti. Mi vergogno di non saper far nulla con gli altri. Di non saper far nulla da sola. Della gelosia, della indifferenza e della rassegnazione. Mi vergogno dei giudicati e dei giudicanti. Delle dinamiche di gruppo e individuali, delle dinamiche emotive, delle ragioni non oltre il proprio naso e di quelle solo oltre il proprio naso. Mi vergogno del paradiso e dell’inferno, compresi quelli fiscali, mi vergogno di chi gioca e di chi non gioca mai. Di chi è in panchina. Di me. Mi vergogno del mio senso di nausea. Mi vergogno di vomitare. Da vomitare.
Quindi … quindi?
Mi ... mi... mi dimetto... trrrrfffffzzzzzcrrrrr … Per questo presenterò al più presto le mie dimissioni al ... frrrrcrrrrrbzzzzz … mi metto in viaggio verso il colle... sssssbzzzzz... spero le accetti crrr frrrr bipbzzz crrrr anche se mi vergogno e quindi poi frrrr crrr bzzzz frrrrrrrr dovrò vergognarmi crrcrrrcrrr … ZOT!

venerdì, novembre 16, 2007

attenti al cane


- ‘ngiorno
- ciao
- è di razza?
- poco ortodossa…
- ma allora è pastore tedesco…
- rallegrati Marì!

se l’arcivescovo di Costantinopoli si disarcivescoviscostantinopolizzasse, vi disarcivescoviscostantinopolizzereste anche voi come si disarcivescoviscostantinopolizzò l’arcivescovo di Costantinopoli?
leggere ad alta voce 3 volte di seguito e poi, eventualmente rispondere alla domanda

lunedì, settembre 24, 2007

non tutti sanno che




Nella Papuasia in Nuova Guinea, i guerrieri arrivano in campo di battaglia in bicicletta. Parcheggiano i loro veicoli e combattono con archi, frecce e lance. Conoscono l’uso dei fucili, ma sanno bene che la loro piccola popolazione sarebbe decimata se li usassero. Amore della pace? No, ma ci sono limiti alla guerra. E’ che bisogna rendere la guerra artigianale. Questo è. Io sputo, per esempio!

Un tipo l’altro giorno mi ha letto la mano sinistra e destra e mi ha detto che dopo i 40 anni tutto andrà a gonfie vele per me, e io ho detto "benissimo ne ho 45" e lui mi ha detto "allora no, dopo i 50!".

Oggi uscendo dai tornelli della metropolitana ho sbattuto contro la sbarra di ferro … ho preso il senso contrario, quello per l’entrata … una botta incredibile, un dolore porca puttana!!! Ah porca puttana! Ho gridato. Livido, sicuramente un livido in mezzo alla coscia … cazzo, sono viva ancora … che sorpresa stamattina! Sono viva ho anche un livido … la sbarra mi ha toccato e ho un livido … cazzo sono viva! Ah ecco perché …allora sono "nasomaso"! ecco il perché del nasomaso! E dai uccidiamoci dai! Uccidi! Uccidiamo dai … uccidiamo uccidi ucciditi uccidimi ... così sentiremo vivo tutto! Tutto un vivo attorno!
La vita è una cosa meravigliosa!

sabato, settembre 22, 2007

lobotò mia


PERDUTO AMORE
Cosa ci resta dei nostri ricordi?
Cosa ci resta del nostro perduto amore?
Quando ci siamo lasciati eri alto, magro e muscoloso
con una folta chioma di capelli biondi.
Quando ieri ti ho rivisto eri un nano,
grasso, calvo e flaccido,
con due orribili baffi incolti e neri...
Ma perche' fingere di non riconoscermi?
C. Guzzanti
eh eh io son così ... io ih ...io .. ehèh!

venerdì, settembre 21, 2007

lobotomia


Questo amore Questo amore Così violento Così fragileCosì tenero Così disperato Questo amore Bello come il giorno E cattivo come il tempo Quando il tempo è cattivo Questo amore così vero Questo amore cosí belloCosì felice Così gaio E così beffardo Tremante di paura come un bambino al buio E così sicuro di sé Come un uomo tranquillo nel cuore della notteQuesto amore che impauriva gli altri Che li faceva parlare Che li faceva impallidire Questo amore spiato Perché noi lo spiavamo Perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato Perché noi l'abbiamo perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato Questo amore tutto intero Ancora così vivo E tutto soleggiato E' tuoE' mio E' stato quel che è stato Questa cosa sempre nuova E che non è mai cambiata Vera come una pianta Tremante come un uccello Calda e viva come l'estate Noi possiamo tutti e due Andare e ritornare Noi possiamo dimenticare E quindi riaddormentarci Risvegliarci soffrire invecchiare Addormentarci ancora Sognare la morte Svegliarci sorridere e ridere E ringiovanire il nostro amore è làTestardo come un asino Vivo come il desiderio Crudele come la memoria Sciocco come i rimpianti Tenero come il ricordo Freddo come il marmo Bello come il giorno Fragile come un bambino Ci guarda sorridendo E ci parla senza dir nulla E io tremante l'ascolto E grido Grido per te Grido per meTi supplico Per te per me per tutti coloro che si amano E che si sono amati Sì io gli grido Per te per me e per tutti gli altri Che non conosco Fermati là Là dove sei Là dove sei stato altre volte Fermati Non muoverti Non andartene Noi che siamo amati Noi ti abbiamo dimenticato Tu non dimenticarci Non avevamo che te sulla terra Non lasciarci diventare gelidi Anche se molto lontano sempre E non importa dove Dacci un segno di vita Molto più tardi ai margini di un bosco Nella foresta della memoria Alzati subito Tendici la mano E salvaci. Prevert o come cazzo si chiama lui!

eh eh eh ih ih ih uh uh uh vera donna io eh eh eh ih ih io femmina eh eh eh ih ih ih eh eh eh

bene così ... vai gira!