... Don Chisciotte!
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mercoledì, luglio 11, 2007
e allora ...
martedì, luglio 10, 2007
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Il Carosello nacque nel 1957 e fu chiuso nel 1977. Raccontava di un mondo che non esisteva. Enzo Biagi definisce il protagonista tipo:"Un italiano fantastico e straordinario: alcolizzato, sempre alla ricerca di aperitivi; puzzone, perennemente bisognoso di deodoranti e detersivi; divoratore di formaggini e scatolette e chissà con quali dolori se alla sera non ci fossero stati certi confetti ..."
domenica, luglio 08, 2007
sabato, luglio 07, 2007
se parigi avèss ù màer sarebbe na piccola bàer

Quando ero piccola io e la mia famiglia vivevamo al quartiere "Libertà" ... il quartiere popolare di Bari vicino al tribunale. Il nostro palazzo era ed è ancora di quelli con il portone di legno molto grande, l'atrio spazioso col soffitto a volta, senza ascensore e con i gradini della scale molto alti. Il portone è sempre stato fresco e con quell'odore di umidità molto forte, che a me tutt'ora in qualsiasi posto io me lo ritrovi ad avvertire, mi rimanda al concetto di "casa", di appartenenza. Mi ricordo di una sera in cui io, i miei fratelli e mia madre ci trovammo un grosso animale sul passamano delle scale, tipo un castoro lungo con gli occhi rossi, i baffi lunghi, che mostrava i denti e ci soffiava contro come un gatto. Ricordo le urla di mia madre che nello stesso tempo ammassava noi dietro le sue spalle. Poi ricordo l'arrivo dei Vigili del Fuoco. A me quando succedevano cose del genere, mi veniva di ripensarci la sera, a letto, e mi sembravano avventure, delle specie di feste. Anche quando avvenivano le sparatorie. Si era fermi a casa, con le persiene verdi chiuse, e si ascoltavano gli spari e le grida. Poi si riapriva tutto quando scemava la confusione, e dal balcone, in alto, si vedeva l'auto dei carabinieri, l'ambulanza che partiva, le donne che parlavano animosamente, il palazzo di fronte bucato nel muro dai colpi d'arma e le rondini in aria che tra un tetto e l'altro ricominciavano i loro giri di valzer cantando. E di cosa era successo veramente io non capivo. Erano un insieme di vocaboli: arresti domiciliari, Peppìn u gnùr (Peppino il nero), 'a migghièr (la moglie) 'a vecchia, avarrivàt 'u di cchiù (è arrivato "il di più", che in genere si riferisce a una persona) ... non capivo mai cosa realmente succedeva! Ma la sera a letto ci ripensavo, un'altra festa, un'altra avventura. Mia madre a noi e ai nostri cugini ci diceva di non avvicinarci al vecchio in carrozzella, quello che stava sempre vicino al negozio che vendeva tutte le cose di plastica Moplen e i giochini sempre di plastica, perchè era un "porco maledetto", così diceva ...
Mia madre faceva la maestra elementare e veniva da Taranto, e si ritrovò a Bari a insegnare nelle classi differenziali, cioè quelle classi fatte da bambini che frequetavano insieme, chi la prima, chi la seconda, chi la quinta ... tutti insieme nella stessa classe. Alcuni erano anche grandi... cioè di 14/15 anni. Mia madre non conosceva il dialetto barese, solo il tarantino;son dialetti che, anche se si somigliano, hanno per alcuni vocaboli delle differenze sostanziali. Un giorno mia madre ventisettenne affrontò la classe cercando con tutte le sue motivazioni di avere autorità, perchè sapeva che se non avesse prima di tutto stabilito quella, per lei era finita. Voleva soprattutto cercare di adempiere alla sua "missione" cioè l'alfabetizzazione, che era lo scopo primario negli anni sessanta, in un quartiere popolare del sud. E con tutta la sua lucidità e innocenza, mentre era lì, un bambino piccolino piccolino, con gli occhi spalancati dallo spavento le disse "Maè, vedi quello mi tocca con la ciòla!!!" Ora a Bari si chiama "ciòla" l'organo maschile, ed è solo a Bari che si dice così. Mia madre preso atto della paura del piccolo, pensò si trattasse di cosa veramente pericolosa, pensò ad un'arma, anche perchè l'accusato era bello grande, e con voce da nazista gli intimò "portamela immediatamente qui!" sbattendo con forza la mano sulla cattedra. La classe ammutolì di colpo. Il piccolo si era inebetito e il grande aveva tutto lo stupore del caso. Allora mia madre, di fronte al silenzio totale pensò di avere in pugno la situazione e con voce dura ma un po' più morbida, senza nulla togliere alla fermezza aggiunse" non farmi alzare, se vengo io da te è peggio, te la tolgo con la forza, portamela!" A quel punto su tutta la classe aleggiava la paura, soprattuto per il grandicello che aveva gli occhi spalancati dal terrore. Mia madre, di fronte allo sconcerto generale, pensò di aver esagerato. E allora con voce materna e dolce disse "Facciamo così, adesso me la porti, io la metto nel cassetto, e dopo la lezione te la ridò" . Il disorientamento fu palese, tanto che una bimbetta timidamente e con voce sottile bisbigliò "la maè nùn sàap ci è la ciòla!" (la maestra non sa cos'è la ciòla). A quel punto mia madre avvertì qualcosa di indistinto, e ordinò a tutti di stare fermi e buoni che doveva uscire fuori un attimino. Andò dalle colleghe ad informarsi. Quando rientrò la classe era stata ferma e buona, ubbidiente. E mia madre fece finta di nulla.
Ancora oggi i suoi ex alunni vanno a trovarla. Son belli grandi, anche cinquantenni. Chi ha la bancarella al mercato, chi fa il camionista, chi il programmatore, chi la maestra, chi l'estetista, il ragioniere, il pizzaiolo ... le dicono di come fanno studiare i loro figli e dei libri che si leggono ogni tanto con tempo a disposizione e la informano anche di altri alunni invece che non ce l'hanno fatta, si sono uccisi o sono stati uccisi ... e non c'è differenza ...
venerdì, luglio 06, 2007
giovedì, luglio 05, 2007
connessione
Stazione Antartica di McMurdo, 3.550 km a sud della Nuova Zelanda. Un'istallazione di 99 sfere blù di diversa grandezza che riproduce con esattezza la mappa stellare visibile sopra il cielo dell'Antartide. Ogni sfera fabbricata in scala con materiale biodegradabile, è allineata perfettamente con le stelle che brillano in cielo. Una proiezione del cielo. E nella luce le sfere stesse proiettano sul bianco le loro ombre. L'intenzione della scultrice Lita Albuquerque, che si è ispirata ai megaliti predisposti dai nostri antenati migliaia di secoli fa, è quella di stabilire una connessione profonda con l'universo.
Ora, io credo che quest'artista abbia pensato a un'azione che potesse rendere se stessa collegata alla vita. Cioè ha operato il suo RITO DI CONNESSIONE. E immagino anche che in qualche maniera, magari non così vistosamente, ognuno abbia il suo, di rito. Mi auguro che questa estate ne sia ricco per tutti. Intanto io, guardando le immagini, prima di conoscerne la storia, ne ho ricevuto un gran sollievo. mercoledì, luglio 04, 2007
martedì, luglio 03, 2007
lunedì, luglio 02, 2007
contraddizione primaria
Io accetto un film o non lo accetto in funzione della mia concezione del cinema. E non si tratta qui di dare una definizione del cinema politico, cui non credo, perchè ogni film, ogni spettacolo, è generalmente politico. Il cinema apolitico è un'invenzione dei cattivi giornalisti. Io cerco di fare film che dicano qualcosa sui meccanismi di una società come la nostra, che rispondano a una certa ricerca di un brandello di verità. Per me c'è la necessità di intendere il cinema come un mezzo di comunicazione di massa, così come il teatro, la televisione. Essere attore è una questione di scelta che si pone innanzitutto a livello esistenziale: o si esprimono le strutture conservatrici della società e ci si accontenta di essere un robot nelle mani del potere, oppure ci si rivolge verso le componenti progressiste di questa società per tentare di stabilire un rapporto rivoluzionario tra l'arte e la vita.
Gian Maria Volontè 1984
film: "Vent d'est " di Jean -Luc Godard 1968. Girato a Roma.E' un film che propone come attori, tra gli altri, il regista brasialiano Glauber Rocha e il leader studentesco tedesco Daniel Cohn-Bendit. Si dice che i capitali stanziati per il film, nelle intenzioni del produttore un western politico, furono distribuiti a esponenti di gruppi extraparlamentari romani, sotto la copertura delle comparsate. Dice Adriano Sofri:" Godard lo ricordo personalmente perchè abbiamo fatto un bagno nella fontana di piazza Navona, con Anna Karina. C'era anche Daniel Cohn-Benedit, mi pare. Però Anna Karina era bellissima, e noi eravamo giovani, ci tuffavamo bene..."
domenica, luglio 01, 2007
Lulù
Attenzione: vedere solo se atti a vederlo,... un po' bisogna saper ancora ballare, anche ballare dentro. Atti giusti per ... vabè
E' un abbinamento per me straordinario. Se sapessi che in qualche discoteca italiana questo video musicale fosse trasmesso ... io in quella discoteca ci andrei a ballare ... atta a ballare! (la consecuzio mi stava traballando qui)
Fa parte della lezione n.2 : il più grande attore ... l'attore più geniale ... da vedere se è possibile all'opera: Gian Maria Volontè
E' anche un po' lungo forse ... quindi attissimi ecc.

